Metodo per l’esecuzione della preghiera

  1. L’intenzione (niyyah): Condizione essenziale per l’esecuzione della preghiera è di avere la giusta intenzione, cioè la volontà di adorare Allah attraverso una preghiera specifica (la preghiera del tramonto ad esempio o quella notturna). Non è necessario pronunciare tale intenzione, ma deve essere chiara nel cuore e nella mente; anzi il pronunciarla verbalmente è un errore, in quanto non fa parte della sunnah né fu una pratica dei suoi nobili Compagni.
  2. Stando all’inpiedi si dice: Allahu akbar (“Allah è Il più Grande”) e si levano le mani sopra le spalle, con i palmi rivolte in avanti. Questo è l’unico modo consentito di pronunciare il takbir (La frase: Allahu akbar) ovvero la lode e l’esaltazione di Allah. Infatti Allah è più Grande di qualunque altra cosa, più Grande dell’universo e di tutti i suoi piaceri temporanei. Dobbiamo dunque distoglierci da ogni pensiero mondano e rivolgerci in preghiera ad Allah il Maestoso l’Altissimo, con tutto il nostro cuore e la nostra mente.

 

  1. Si pone la mano destra su quella sinistra all’altezza del petto e si ripete ciò ogni volta che si sta in posizione eretta.
  2. È raccomandato di recitare l’invocazione di apertura: subhanakallahumma wa bihamdika, wa tabarakasmuka, wa ta’ala jadduka, wa la ilaha ghairuk (“Lode a Te o Allah, sia benedetto il Tuo Nome, sia esaltata la Tua maestà: non c’è altra divinità all’infuori di Te”).
  3. Quindi si dice: A’udhu billahi min ash-shaytanir-rajim (“Mi rifugio in Allah da Satana il lapidato”). Questa è la formula di protezione che sta a significare: “Mi rifugio e cerco protezione in Allah dal male di Satana”.
  4. Quindi si pronuncia la basmalah: Bismillahir-Rahmanir-Rahim (“Nel Nome di Allah il Clemente il Misericordioso”). Come a dire: “Comincio chiedendo aiuto e benedizione nel Nome di Allah”
  5. Si deve reciatre dunque surah al Fatihah (il primo capitolo del Corano), la più importante di tutto il Corano.
  • Nel rivelare tale surah al Suo Messaggero, Allah ha detto: {Ti abbiamo dato i sette ripetuti e il Sublime Corano} (Corano 15, 87). I sette ripetuti indicano surah al Fatihah, in quanto è composta da sette versetti.
  • Apprendere a memoria surah al Fatihah è obbligatorio per ogni musulmano, sia che preghi da solo che in gruppo (ad eccezione di quando l’imam recita ad alta voce, come nella preghiere del tramonto, della notte e dell’alba).
  1. Al termine della recitazione, o dell’ascolto (se recitata dall’imam) di surah al Fatihah si deve dire: Āmīn. Ciò significa: “O Allah, esaudisci tale invocazione”.
  2. Dopo la recitazione di surah al Fatihah, nelle prime due unità di preghiera (rak’ah), si recita un altro capitolo del Corano o alcuni versetti da un altro capitolo. Ma nelle successive unità di preghiera si recita esclusivamente surah al Fatihah.
  • La recitazione di surah al Fatihah si esegue con voce udibile nella preghiera dell’alba e nelle prime due unità della preghiera del tramonto e della notte. Mentre nella preghiera del mezzogiorno e del pomeriggio, la recitazione è silenziosa.
  • Ogni altra recitazione durante la preghiera si esegue internamente, con voce inudibile.
  1. Quindi si pronuncia ancora il takbir levando le mani sopra le spalle, come si è fatto all’inizio.
  2. Ci si inchina tenendo la schiena e la testa diritta e allineate in direzione della qiblah, e ponendo le mani sulle ginocchia. In tale posizione (ruku’) si recita: subhana Rabbial ‘athim (“Gloria la mio Signore il Maestoso”), preferibilmente tre volte, anche se è obbligatorio farlo una sola volta. Questa posizione mira ad esaltare la gloria e la maestosità di Allah l’Altissimo.
  • Con tale recitazione si proclama la santità e purezza di Allah da ogni difetto; va pronunciata durante l’inchino, in profonda umiltà e totale sottomissione da Allah l’Altissimo.
  1. Da questa posizione si torna a quella eretta sollevando le mani sopra le spalle come in precedenza, dicendo: Sami’allahu liman hamidah (“Allah ascolta colui che Lo loda”). Questo nel caso che l’orante sia l’imam oppure se prega da solo. Tutti rispondono: Rabbana wa lakal hamd (“O mio Signore a Te la lode”). E’ altresì raccomandato di aggiungere le seguenti parole: Hamdann kathirann tayyibann mubarakann fihi, mil’a as-sama’i wa mil’al ardi, wa mil’a ma shi’ta min shay’inn ba’d (“Lode abbondante, pura e benedetta, tanto da riempire il cielo e la terra e qualunque altra cosa Tu vuoi”)
  1. Pronunciando il takbir si va nella posizione della prosternazione (sujud) appoggiandosi al suolo con sette parti del corpo: la fronte ed il naso, le mani, le ginocchia, i piedi. Nella prosternazione è raccomandato di tenere le mani distanti dalle spalle, il ventre staccato dalle cosce e le cosce dai piedi, tenendo anche gli avambracci staccati dal suolo.
  2. Nella prosternazione si pronuncia: Subhana rabbial a’la (“Gloria al mio Signore l’Altissimo”) almeno una volta, ma è raccomandato farlo tre volte. La prosternazione rappresenta il momento migliore per invocare Allah; dopo la recitazione della parte obbligatoria, il credente può chiedere ad Allah quanto desidera di questo mondo o della vita futura. Ha detto il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Il momento in cui il servitore è più vicino al suo Signore è durante la prosternazione (sujud): invocateLo molto” (Muslim 482).
  • Pronunciando Subhana rabbial a’la, si afferma la santità di Allah, il Suo dominio e la Sua maestosità al di là da ogni imperfezione e difetto. In tale posizione ci si deve mantenere in totale umiltà e sottomissione, perché ci si trova di fronte al nostro Creatore e Signore.
  1. Quindi si pronuncia il takbir e ci si mette seduti fra le due prosternazioni. È raccomandato di sedersi sul piede sinistro e piegare quello destro, ponendo le mani sulle cosce.
  • È bene fare così ogni volta che è prevista la posizione seduta (julus), ad eccezione dell’ultima rak’ah, quando si pronuncia il tashahhud finale: qui ci si siede a terra mantenendo il piede destro piegato e ponendo quello sinistro sotto la gamba destra.
  • Chi non riesca a sedersi in tal modo perché prova dolore alle ginocchia o perché non è ancora abituato, può assumere la posizione a lui confortevole più simile a quella descritta.
  1. Nella posizione seduta (julus) fra le due prosternazioni si pronuncia: Rabbighfirli (“mio Signore, perdonami”), preferibilmente tre volte.
  2. Poi ci si prosterna ancora, come la prima volta.
  3. Quindi ci si risolleva dalla seconda prosternazione pronunciando il takbir e ritornando alla posizione eretta.
  4. Si esegue dunque la seconda unità di preghiera (rak’ah) esattamente come si è fatto per la prima.
  5. Dopo la seconda prosternazione (nella seconda rak’ah) ci si siede pronunciando il primo tashahhud: At-tahiyyatu lillahi was-salawatu wat-tayyibatu, assalamu ‘alayka ayyuhan-nabi wa rahmatullahi wa barakatuh, assalamu ‘alaina wa ‘ala ‘ibadillahis-salihin, ash-hadu an la ilaha illa Allah wa ash-hadu anna Muhammadan ‘abduhu wa rasuluh (“Ogni reverenza, preghiera e purezza sono per Allah; pace, misericordia e benedizioni di Allah su di te o Profeta, pace su di noi e sui devoti servitori di Allah; testimonio che non c’è altra divinità all’infuori di Allah e testimonio che Muhammad è Suo servitore e Messaggero”).
  6. Poi si ritorna alla posizione eretta per completare la preghiera, se questa consiste di tre o quattro unità. Nella terza o quarta rak’ah ci si limita alla recitazione (silenziosa) di surah al Fatihah.
  • Se invece la preghiera consiste di sole due unità, come la preghiera dell’alba, essa si conclude con il tashahhud, come vedremo.
  1. Nell’ultima rak’ah, dopo la seconda prosternazione, ci si siede per il tashahhud finale, che è uguale al primo con l’unica differenza che si aggiunge la seguente preghiera sul Profeta: Allahumma salli ‘ala Muhammadin wa ‘ala ali Muhammad kama sallaita ‘ala Ibrahima wa ‘ala ali Ibrahima, wa barik ‘ala Muhammadin wa ‘ala ali Muhammad kama barakta ‘ala Ibrahima wa ‘ala ali Ibrahima, innaka hamidunn majid (“O Allah invia la Tua misericordia su Muhammad e sulla famiglia di Muhammad, come hai inviato la Tua misericordia su Abramo e sulla famiglia di Abramo; e invia le Tue benedizioni su Muhammad e sulla famiglia di Muhammad, come hai inviato le Tue benedizioni su Abramo e sulla famiglia di Abramo; in verità Tu sei il Degno di lode, il Glorioso”)
  • È altresì raccomandato di aggiungere questa invocazione: A’udhu billahi min ‘adhabi jahannama wa min ‘adhabil qabri, wa min fitnatil mahyia wal mamati, wa min ftnatil masihi-dajjal (“Cerco rifugio in Allah dal castigo dell’Inferno e dal castigo della tomba, dalla corruzione del falso Messia”). Quindi si possono rivolgere ad Allah altre invocazioni di propria preferenza.
  1. Infine si volge la testa verso destra, pronunciando la formula detta taslīm: assalamu ‘alaykum wa rahmatullah (“pace e misericordia di Allah su di voi”) e poi si fa lo stesso dal lato sinistro.
  • Così si conclude la preghiera rituale, come spiegato dal Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace): “La preghiera inizia col takbīr e termina con il taslīm ” (Abu DAwud 61, Tirmidhi 3).
  1. Completata la preghiera obbligatoria, è raccomandata la recitazione delle seguenti invocazioni:
    1. Astaghfirullah (“Chiedo perdono ad Allah”), tre volte
    2. Allahumma antas-salam wa minkas-salam, tabarakta ya dhal jalali wal ikram (“O Allah Tu sei la Pace e da Te viene la Pace, Sia Tu benedetto o detentore della sovranità e dell’onore”). Ed anche: Allahumma la mani’ lima a’tayta wa la mu’ty lima mana’ta wa la yanfa’u dhal jaddi minkal jadd (“O Allah nessuno può impedire quel che Tu dai e nessuno può dare quel che Tu impedisci, nessun potente può far nulla contro il Tuo potere”).
    3. Subhanallah (“Gloria ad Allah”) 33 volte, al hamdu lillah (“Lode ad Allah”) 33 volte, Allahu akbar (“Allah è il più Grande”) 33 volte, quindi si conclude con le parole: la ilaha illa Allah wahdahu la sharika lah, lahul mulk wa lakul hamd wa huwa ‘ala kulli shay’inn qadir (“Non c’è divinità all’infuori di Allah l’Unico senza alcuno a Lui associato, Suo è il regno, Sua è la lode ed Egli è su ogni cosa Potente”).

Significato di surah al Fatihah:

Al hamdu lillahi rabbil ‘alamin (“Lode ad Allah Signore dell’universo”): esalto Allah per tutte le Sue caratteristiche, azioni e benefici palesi ed occulti, con amore e riverenza nei Suoi confronti. Il Signore è il Creatore, il Padrone, Colui Che elargisce i benefici; per universo si intende - ad esclusione di Allah - tutto quel che comprende il mondo degli esseri umani, dei jinn, degli angeli, degli animali e di ogni altra cosa.

Ar-Rahmanir-Rahim (”Il Clemente, il Misericordioso”): questi sono due fra i Nomi di Allah; Ar-Rahman è Colui la Cui misericordia investe ogni cosa; Ar-Rahim è Colui la Cui misericordia raggiunge i Suoi fedeli servitori.

Malik yawmid-din (“Padrone del Giorno del Giudizio”): l’Unico Giudice nel Giorno del Giudizio; questo Nome è un monito per il Musulmano riguardante l’Ultimo Giorno ed un invito a fare il bene.

Iyyaka na’budu wa iyyaka nasta’in (“Te noi adoriamo e in Te noi cerchiamo aiuto”): adoriamo esclusivamente Te o Signore, senza associare nessun altro nella nostra adorazione per Te; chiediamo aiuto solo a Te, in ogni nostro affare, perché tutto dipende da Te e da nessun altro.

Ihdinas- siratal mustaqim (“Guidaci alla retta via”): mostraci la retta via e guidaci ad essa e mantienici in essa sino a che Ti incontreremo. La retta via è l’Islam che guida alla soddisfazione di Allah ed al Paradiso; è il Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) che ci ha condotto a questa via: è solo percorrendo questa via che il servitore può trovare la vera felicità.

Siratal-ladhina an’amta ‘alayhim (“la via di coloro sui quali hai effuso la Tua grazia”); la via di coloro, profeti e devoti, che sono stati beneficiati con la guida e la rettitudine: essi hanno conosciuto la verità e l’hanno seguita.

Ghayril maghdubi ‘alayhim wa lad-dallin (“Non la via di coloro con i quali Sei adirato e non quella degli sviati”): ovvero tienici distanti e salvaci dalla Tua collera nei confronti di quanti conoscevano il vero e non l’hanno messo in pratica (gli Ebrei e quanti si comportano come loro); e allontanaci dal percorso degli sviati, cioè quanti non hanno seguito il vero (i Cristiani e quanti si comportano come loro).

Cosa fare se non si conoscono tale invocazioni a memoria surah al Fatihah e le invocazioni della preghiera?

Il nuovo musulmano che non ha ancora appreso a memoria surah al Fatihah e le invocazioni della preghiera deve:

  • sforzarsi di imparare a memoria le recitazioni obbligatorie nella preghiera, in lingua araba: Surah al Fatihah, il takbīr, subhana Rabbial ‘athim, subhana Rabbial A‘la, Sami’allahu liman hamidah, Rabbana wa lakal hamd, rabbighfirli, il tashahhud, la preghiera sul Profeta, il taslīm
  • Deve quindi recitare quel che conosce di al Fatihah e delle altre invocazioni fino a che le imparerà a memoria, ciò in base alla Parola dell’Altissimo: {Temete Allah per quello che potete} (Corano 64, 16).
  • Nel periodo in cui sta ancora imparando è necessario che il nuovo musulmano sia assiduo nell’eseguire la preghiera congregazionale, per perfezionare la sua preghiera ed in quanto pregando dietro all’imam, alcuni possibili errori non sono determinanti.